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Perché il Sole e la Luna Vivono nel Cielo
Sole e Acqua erano i migliori amici, finché una notte Acqua venne finalmente a fargli visita, e non rimase più spazio per nessuno se non il cielo.
Tanto tempo fa, quando il cielo era ancora abbastanza vicino da poterlo toccare, Sole e Acqua erano i migliori amici. Sole viveva in una bella casa rotonda ai margini del villaggio, e ogni sera Acqua veniva a sedersi con lui sulla soglia, e parlavano finché non spuntavano le stelle.
Una sera Acqua chiese perché Sole non venisse mai a trovarlo, per una volta. Sole, un po’ imbarazzato, ammise che la sua casa era troppo piccola. “Se tu e tutta la tua famiglia entraste,” disse, “le pareti cederebbero di sicuro.” Acqua rise e disse che non era affatto una buona scusa, e fece promettere a Sole: se mai avesse costruito una casa abbastanza grande, Acqua sarebbe venuto a riempirla, una sola volta, così i due avrebbero finalmente potuto stare insieme sotto lo stesso tetto.
Una casa abbastanza grande per il mare
Sole tornò a casa e raccontò la promessa a sua moglie, Luna. Insieme trascorsero molti giorni a costruire la casa più grande che il villaggio avesse mai visto, con pareti di argilla compattata più alte delle palme e un tetto di paglia intrecciata largo quanto la piazza del villaggio. Quando fu terminata, Sole mandò a dire ad Acqua: vieni, ora c’è spazio a sufficienza.
L’acqua comincia a salire
La sera dopo Acqua arrivò, e con lui vennero tutta la sua famiglia e i suoi amici: i pesci, i granchi, le tartarughe, e ogni increspatura e corrente che gli fosse mai appartenuta. Entrò dalla porta aperta, dolcemente all’inizio, raccogliendosi intorno alle caviglie di Sole e Luna. “C’è ancora spazio?” chiese Acqua. “Moltissimo,” rispose Sole, e Acqua ne versò ancora un po’.
L’acqua salì oltre le ginocchia, poi la vita, poi le spalle, con i pesci che guizzavano tra i loro piedi. Ogni volta, Acqua chiedeva se ci fosse ancora spazio, e ogni volta, non volendo sembrare inospitale dopo una promessa così bella, Sole diceva di sì. Quando l’acqua raggiunse il mento, Sole capì, troppo tardi, che una promessa fatta a tutto il mare non poteva davvero essere mantenuta tra quattro mura.
Salendo verso il cielo
Senza più spazio dove stare, Sole prese la mano di Luna, e insieme salirono, attraverso il tetto di paglia, oltre la palma più alta, finché non ebbero altra scelta che continuare a salire, dritti nel cielo aperto. E lì sono rimasti da allora, Sole di giorno e Luna di notte, a guardare in basso il loro vecchio amico Acqua, che ancora, nelle sere tranquille, sale dolcemente verso la riva come per dire ciao.
Ed è per questo, dice la storia, che le promesse più gentili sono quelle che facciamo lasciando spazio a sufficienza per mantenerle.
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Iya ni Wura
Ascoltala piano mentre leggi: una ninna nanna yoruba tradizionale suonata a mano dalla Nigeria, la stessa cultura da cui viene questa fiaba.
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