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Una fiaba popolare dalla Francia

Cenerentola

La storia di una ragazza gentile, di una scarpetta perduta e di una sola notte che cambiò tutto: una delle fiabe più raccontate al mondo, nella versione scritta per la prima volta in Francia.

Un genitore e un bambino che leggono insieme
Una nota su questa storia. Esistono centinaia di varianti della storia di Cenerentola in culture diverse, alcune risalenti a più di mille anni fa, ma la versione che il mondo conosce oggi (la zucca, la fata madrina, la scarpetta di cristallo) viene da “Cendrillon” di Charles Perrault, pubblicata in Francia nel 1697. È questa la versione che seguiamo qui.

C’era una volta, in una casa che sarebbe dovuta essere felice, una ragazza che passava le giornate accanto al camino, spazzando la cenere dal focolare. Sua madre era morta quando lei era piccola, e suo padre si era risposato con una donna che aveva già due figlie: figlie a cui vennero date belle stanze e letti morbidi, mentre la ragazza dormiva su un giaciglio di paglia vicino alla brace. Fu per questo che la chiamarono Cenerentola.

Lei non si lamentava mai. Rammendava i vestiti delle sorellastre, le pettinava e sopportava in silenzio la loro cattiveria, perché era semplicemente così che trascorrevano le sue giornate.

Un invito a palazzo

Una mattina arrivò la notizia che il figlio del Re avrebbe dato un ballo, e ogni giovane donna del regno era invitata. Le sorellastre di Cenerentola passarono giorni a scegliere abiti e nastri, mandandola avanti e indietro tra prove e commissioni, senza mai pensare che anche lei avrebbe voluto andarci. La sera del ballo, Cenerentola guardò la loro carrozza sparire lungo la strada e rimase sola accanto al fuoco, piangendo in silenzio: non per autocommiserazione, ma perché per una sera avrebbe voluto sentirsi parte di qualcosa anche lei.

Una fata madrina

Fu allora che apparve la sua fata madrina e, con un colpo di bacchetta, trasformò una zucca in una carrozza, i topi in cavalli e il vestito logoro di Cenerentola in un abito d’argento e oro, con un paio di scarpette di cristallo a completarlo. C’era però una condizione: l’incantesimo sarebbe finito allo scoccare della mezzanotte, non un istante dopo.

Al ballo, nessuno riconobbe la ragazza arrivata da sola. Il Principe danzò con lei per tutta la sera, incantato, e non chiese il nome di nessun’altra. Cenerentola, attenta all’ora, continuava a guardare l’orologio, e quando la mezzanotte iniziò a suonare corse via, lasciando il Principe a chiamarla invano e una scarpetta di cristallo sui gradini del palazzo.

La scarpetta che calzava a pennello

Il Principe cercò in tutto il regno, facendo provare la scarpetta a ogni giovane donna, deciso a trovare colei a cui apparteneva. Quando i suoi uomini arrivarono a casa di Cenerentola, le sorellastre provarono senza successo, con i piedi troppo grandi. Quasi per caso, qualcuno chiese se in casa non ci fosse un’altra ragazza, e Cenerentola, ancora con la cenere sulle mani, si fece avanti.

La scarpetta calzava alla perfezione. E quando lei tirò fuori dal grembiule la scarpetta gemella, non ci fu più alcun dubbio su chi fosse. Sposò il Principe e, nel finale più generoso che una storia come questa possa offrire, perdonò completamente le sorellastre, accogliendole nella sua nuova vita a palazzo invece di escluderle.

🎧 La ninna nanna per stanotte
Ninna Nanna Bretone video

Ninna Nanna Bretone

Fai suonare questa melodia piano mentre leggi Cenerentola ad alta voce: una ninna nanna tradizionale suonata dal vivo, dalla Bretagna, nell’ovest della Francia.

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