Lu Leggi la fiaba che Lu ama

Una fiaba popolare dell’Inghilterra

I Tre Porcellini

Tre fratelli, tre case, e un lupo capace di spianarne due con un soffio: una delle fiabe più amate in lingua inglese, e più antica di quanto si possa dire.

A parent and child reading together
Una nota su questa storia. Nessuno ha scritto I Tre Porcellini; in Inghilterra la si raccontava a voce da generazioni prima che finisse stampata. La versione che quasi tutti conoscono fu messa per iscritto da James Halliwell nel 1843 e di nuovo da Joseph Jacobs nel 1890. Questo racconto conserva i soffi e gli sbuffi e la casa che non voleva cadere, in una forma abbastanza dolce per la buonanotte.

Tre porcellini crebbero e partirono per il mondo a costruirsi ciascuno una casa. L’ultimo consiglio della madre fu di costruire bene, e di non avere troppa fretta, ma due dei tre erano già a metà strada e ascoltavano solo a metà.

Il primo porcellino incontrò un uomo che portava un fascio di paglia e ne chiese abbastanza per costruire una casa. Per l’ora di pranzo la casa era finita, dorata e morbida, e il primo porcellino si sdraiò al sole molto soddisfatto di sé. Il secondo porcellino barattò una mattinata di lavoro per un carico di rami, ebbe la sua casa in piedi entro il pomeriggio, e pensò che il fratello fosse stato sciocco a metterci tanto.

Arriva il lupo

Quella sera un lupo scese per il sentiero, si fermò alla casa di paglia e disse: porcellino, porcellino, fammi entrare. Il primo porcellino disse di no. Allora il lupo prese fiato, soffiò e sbuffò e spianò la casa di paglia, e il primo porcellino corse più in fretta che poté fino alla casa di rami del fratello.

Il lupo lo seguì, si fermò davanti alla casa di rami, disse la stessa cosa e ricevette la stessa risposta. Soffiò e sbuffò, e questa volta gli ci volle un po’ di più, ma anche la casa di rami cadde, e i due porcellini corsero insieme su per la collina fino alla casa che aveva costruito il fratello più giovane.

La casa di mattoni

Il terzo porcellino aveva passato un’intera settimana sulla sua casa, posando mattone su mattone mentre i fratelli ridevano e lo chiamavano lento. Adesso i due erano lì dentro, senza fiato, e il lupo era alla porta. Disse: porcellino, porcellino, fammi entrare, e quando la risposta fu no, soffiò e sbuffò finché non gli restò più fiato, e non si era mosso un solo mattone.

Il lupo non era abituato a perdere, così provò altre vie. Parlò al terzo porcellino di un campo di belle rape e propose di incontrarlo lì alle sei del mattino dopo. Il porcellino ci andò alle cinque, riempì un cesto e fu a casa con la porta chiusa prima ancora che il lupo si mettesse in cammino. Il lupo ci riprovò con un melo, ma il porcellino lanciò una mela così lontano lungo la strada che, quando il lupo le corse dietro, il porcellino era di nuovo al sicuro dentro casa.

Giù per il camino

Alla fine il lupo salì sul tetto, con l’idea di scendere per il camino. Ma il terzo porcellino sentì le sue zampe sulle tegole, e in silenzio ravvivò il fuoco, e vi appese sopra un gran pentolone d’acqua a bollire. Quando il lupo sentì il calore salire lungo il camino verso di lui, decise che non voleva più entrare. Si arrampicò giù, corse via nel bosco e non si avvicinò mai più a quella casa.

I tre porcellini vissero insieme nella casa di mattoni, e c’era spazio per tutti. I due che avevano riso del fratello perché costruiva così lentamente non ne risero più. Una casa che ci mette una settimana a essere costruita, avevano imparato, è quella ancora in piedi quando arriva il vento.

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