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Una fiaba popolare dall’Irlanda

I Figli di Lir

Quattro figli reali vengono trasformati in cigni da un incantesimo di una matrigna gelosa, e trascorrono novecento anni cantando sulle acque d’Irlanda prima di trovare la via di casa.

A parent and child reading together
Una nota su questa storia. Questa versione delicata segue Oidheadh Chlainne Lir, I Figli di Lir, una delle tre grandi leggende antiche dell’Irlanda, ancora oggi raccontata tanto per la sua bellezza quanto per la sua malinconia.

Molto tempo fa in Irlanda, il re Lir aveva quattro figli che amava sopra ogni cosa: Fionnuala, la maggiore, e i suoi tre fratelli più piccoli, Aodh, Fiachra e Conn. Dopo la morte della loro madre, Lir sposò sua sorella Aoife, sperando che potesse amare i bambini come propri.

Per un po’, fu così. Ma lentamente, vedendo quanto del cuore di Lir appartenesse ancora ai bambini, Aoife maturò una gelosia fredda e infelice da cui non riusciva a liberarsi. Un giorno, su un lago chiamato Derravaragh, scagliò un antico e oscuro incantesimo sui quattro, e dove un istante prima si trovavano quattro bambini, ora galleggiavano sull’acqua quattro cigni bianchi.

Un canto sull’acqua

L’incantesimo non poté togliere loro la voce, e così, anche da cigni, Fionnuala e i suoi fratelli potevano ancora parlare, e cantare, più dolcemente di qualsiasi uccello o arpa mai udita in Irlanda. La maledizione sarebbe durata, disse loro Aoife, novecento anni: trecento sul lago di Derravaragh, trecento sul burrascoso Mare di Moyle tra Irlanda e Scozia, e altri trecento su un tempestoso mare occidentale, prima di poter mai essere spezzata.

Novecento anni di attesa

Tra tempeste e ghiaccio, tra secoli di cambiamenti sulle rive che circondavano, i quattro cigni restarono sempre vicini, Fionnuala teneva i fratelli al caldo e al sicuro sotto le sue ali. Chi passava vicino all’acqua al crepuscolo a volte si fermava, certo di ascoltare la musica più bella della propria vita, senza mai immaginare che venisse da quattro bambini incantati un tempo di sangue reale.

La campana che spezzò l’incantesimo

Alla fine, dopo novecento lunghi anni, i cigni udirono qualcosa di nuovo che si diffondeva sull’acqua: il suono di una piccola campana di chiesa, che risuonava sull’Irlanda per la prima volta. L’antico incantesimo diceva che si sarebbe spezzato nel momento in cui una tale campana fosse stata udita, e così, a quel suono, le piume cominciarono a cadere, e Fionnuala e i suoi fratelli tornarono se stessi, ma ora incredibilmente vecchi, avendo vissuto nove secoli dentro i loro corpi di cigno.

Un gentile monaco che udì la campana li trovò e si prese cura di loro con dolcezza nei loro ultimi giorni, e i quattro, che in novecento anni non erano mai stati separati nemmeno una volta, furono finalmente messi a riposare insieme, fianco a fianco, proprio come avevano sempre navigato, ala contro ala, sull’acqua.

Ancora oggi, dice la storia, un canto portato debolmente sulle acque di un tranquillo lago irlandese al calare della sera viene a volte chiamato il canto dei Figli di Lir, cantato da quattro che non furono mai, nemmeno per novecento anni, davvero soli.

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Seoithin Seo

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