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Una leggenda dall’Etiopia

Lalibela e le Api

Uno sciame d’api scende su un bambino addormentato, non per pungerlo, ma per incoronarlo: l’inizio della leggenda dietro le famose chiese scavate nella roccia dell’Etiopia.

A parent and child reading together
Una nota su questa storia. Questa versione segue la leggenda tradizionale di re Lalibela, il sovrano etiope del XII-XIII secolo ancora oggi onorato per le undici straordinarie chiese scavate direttamente nella roccia della montagna che portano il suo nome, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Molto tempo fa, sugli altipiani dell’Etiopia, nacque un bambino che un giorno sarebbe diventato un grande re. Mentre dormiva nella culla in un pomeriggio caldo, uno sciame d’api scese dal cielo e si posò tutto intorno a lui, coprendo il suo piccolo corpo dalla testa ai piedi.

Sua madre corse dentro, terrorizzata, certa che il suo bambino sarebbe stato punto cento volte. Ma guardando da vicino, vide che le api non lo stavano affatto pungendo. Si muovevano delicatamente sulla sua pelle, ronzando piano, come se lo stessero proteggendo invece di fargli del male.

Un Nome e un Segno

I saggi anziani del villaggio furono chiamati a vedere quello strano spettacolo, e dissero alla madre del bambino di non temere. “Le api sono venute a servirlo,” dissero, “perché un giorno sarà re, e il suo popolo si raccoglierà intorno a lui proprio come queste api si sono raccolte ora.” Da quel giorno, al bambino fu dato il nome Lalibela, che nell’antica lingua Agew significa “le api riconoscono la sua sovranità.”

Un Sogno di Chiese di Pietra

Lalibela crebbe fino a diventare un giovane gentile e riflessivo, e col tempo, proprio come avevano predetto gli anziani, divenne davvero re. Molti anni dopo, si racconta, ebbe un sogno vivido in cui gli fu mostrata una nuova Gerusalemme, una città sacra scavata non nei mattoni o nel legno, ma nella roccia viva delle montagne stesse, affinché il suo popolo avesse sempre un luogo sacro vicino a casa.

Le Chiese di Lalibela

Lalibela mise i suoi operai al lavoro in una valle in alto tra le montagne etiopi, e insieme iniziarono a scavare enormi, straordinarie chiese verso il basso nella pietra vulcanica rossa, non costruite mattone su mattone, ma scavate intere dalla terra sotto i loro piedi. La leggenda narra che i costruttori lavorassero di giorno, e che quando scendeva la notte e andavano a riposare, gli angeli scendessero a continuare lo scavo fino all’alba, così che le undici chiese sorsero dalla roccia molto più in fretta di quanto le sole mani umane avrebbero potuto fare.

Ancora oggi, le undici chiese scavate nella roccia di Lalibela si ergono esattamente dove furono scavate, attirando viaggiatori e pellegrini da ogni angolo del mondo, tutti a vedere la meraviglia che iniziò, tanto tempo fa, con un bambino, e uno sciame d’api venute non per fargli del male, ma per incoronarlo.

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