Leggi la leggenda che Zummy ama
Re Mida e il Tocco d’Oro
Un re riceve un desiderio che trasforma in oro tutto ciò che tocca, ma presto scopre che alcune cose sono più preziose dell’oro stesso: l’antica leggenda di Re Mida, che si dice abbia regnato tra le colline dell’antica Anatolia, nell’odierna Turchia.
Molto tempo fa, tra le colline dell’antica Frigia, nell’odierna Turchia, viveva un re di nome Mida, che amava l’oro sopra ogni altra cosa. Il suo tesoro traboccava di monete e coppe d’oro, e nel giardino del suo palazzo crescevano file delle rose più belle del paese, curate con la stessa attenzione della sua fortuna.
Un pomeriggio, Mida trovò uno straniero anziano e stanco addormentato tra le sue rose. Era Sileno, un gentile compagno del dio Dioniso, che si era allontanato dal seguito del dio e aveva perso la strada. Invece di scacciarlo, Mida lo accolse calorosamente, gli diede cibo e riposo, e dopo alcuni giorni lo accompagnò personalmente da Dioniso.
Un Desiderio Esaudito
Dioniso fu felicissimo di riavere il suo vecchio amico sano e salvo, e per gratitudine offrì a Mida un unico desiderio, qualunque cosa il suo cuore bramasse. Senza un attimo di esitazione, Mida chiese che tutto ciò che toccava si trasformasse in oro. Dioniso si fermò e gli chiese se ne fosse sicuro, ma Mida, abbagliato dal pensiero di un tesoro infinito, insistette, e così il dio esaudì il suo desiderio.
La Maledizione Dorata
All’inizio Mida era al settimo cielo. Toccò un ramoscello, e questo si trasformò in oro scintillante. Toccò una pietra, e una mela, e ciascuna divenne un piccolo, perfetto tesoro d’oro. Ma quella sera, quando si sedette a mangiare, il pane divenne duro e dorato nel momento in cui toccò le sue dita, e il vino nella coppa si trasformò in oro prima di raggiungere le sue labbra. Peggio ancora, quando la sua amata figlia corse ad abbracciarlo, anche lei si trasformò in oro, fredda e immobile, congelata tra le sue braccia.
Lavata via nel Fiume
Distrutto dal dolore e affamato, Mida corse da Dioniso e lo supplicò di togliergli quel dono. Commosso dal dolore del re, Dioniso gli disse di recarsi al fiume Pattolo e di lavarsi le mani nelle sue acque. Mida fece esattamente come gli era stato detto, e mentre si inginocchiava sulla riva del fiume, il tocco d’oro defluì dalle sue dita e scivolò via nella corrente.
Quando Mida corse a casa, trovò sua figlia di nuovo viva, calda e sorridente, come se avesse semplicemente dormito. Da quel giorno, Mida non desiderò mai più l’oro, apprezzando invece la sua famiglia e il suo giardino più di qualsiasi tesoro. E si dice che, ancora oggi, le sabbie del fiume Pattolo in Turchia brillino di pagliuzze d’oro, un silenzioso ricordo del re che imparò che l’amore vale più di qualsiasi fortuna.
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Dandini Dandini Dastana
Ascoltala piano mentre leggi: una ninna nanna turca tradizionale, dalla stessa terra in cui questa antica leggenda fu raccontata per la prima volta.
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